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Intervista con Jérôme Laperrière (FIFA)
Jérôme Laperrière (FIFA)

Dieci domande: dalla FIFA alla 5a Lega

1. Tra i calciatori circola una frase ironica secondo cui che non è in grado di giocare diventa arbitro. Cosa l’ha spinta a intraprendere la carriera dell’arbitro?
In effetti come calciatore non avrei avuto un futuro. Il motivo principale che mi ha spinto a diventare arbitro è l’amore verso il calcio e la passione per il fischietto. Oggi mi ritrovo ad essere colui che dirige degli artisti. All’inizio della mia carriera mi mettevo a disposizione degli amici e arbitravo le loro partite.

2. A che età ha iniziato?
A 17 anni, ma poco dopo ho smesso, perché i genitori dei juniores F continuavano a gridare al bordo campo. Ma la passione per l’arbitraggio è rimasta e così nel 1992, a 23 anni, ho ricominciato.

3. Ha un modello di arbitro?
No, in realtà no. Come svizzero ammiro molto Urs Meier e a livello internazionale il portoghese Vitor Melo Pereira.

4. Come giudica la formazione per gli arbitri in Svizzera?
Eccellente! I nostri quadri sono molto esigenti e i corsi altamente professionali.

5. Come si tiene in forma per il suo lavoro in campo?
Mi alleno quattro volte la settimana seguendo il programma UEFA.

6. Come è strutturata una normale preparazione per una partita di campionato?
Lunedì 40' di corsa leggera/riposo. Martedì: riscaldamento, poi 4 serie da 10 minuti  (polso 167) e 10 minuti di corsa leggera. Giovedì: riscaldamento e 15 sprint da 30 secondi (polso oltre i 170). Il giorno precedente la partita: 20 minuti di riscaldamento e alcuni sprint su 10 metri (polso ca. 180).

7. Gli arbitri sono sempre sotto pressione: per gli spettatori sono spesso una valvola di sfogo per le loro frustrazioni, lo stesso vale per giocatori e funzionari; anche la stampa sovente parla degli arbitri solo in termini negativi. Lei come affronta questa situazione?
Dispiace, non c’è dubbio. Ma è il nostro destino; bisogna necessariamente gestire questa situazione altrimenti meglio passare all’arbitraggio come hobby. Personalmente ricorro ad un aiuto esterno, un terapeuta specializzato in ipnosi.

8. Così come per l’hockey su ghiaccio si discute da anni della possibilità di introdurre la prova video: che ne pensa?
Sono d’accordo al 100 % sull’utilizzo della prova video per punire gli episodi che l’arbitro non ha visto o quando va stabilito se la palla è dentro o fuori la linea della porta. Per tutte le altre situazioni di gioco invece (offside, fallo, ecc.) penso non vada impiegata.

9. Qual è stata la sua più bella esperienza come arbitro?
Durante un torneo internazionale juniores una squadra africana che aveva perso tutte le partite, si è messa a ballare e a cantare. I ragazzi erano semplicemente felici di esserci e hanno festeggiato tutti insieme!

10. Perché un giovane dovrebbe intraprendere la carriera di arbitro?
È una scuola di vita. L’attività dell’arbitro rafforza la personalità e la fiducia in sé stessi. È  un’attività sana che fa bene al corpo e alla mente (concentrazione). Abbiamo la possibilità di vivere straordinarie avventure insieme agli assistenti (anche all’estero) e tutti noi speriamo in futuro di poter arbitrare prestigiose partite.

Cognome: Laperrière
Nome: Jérôme
Qualifica: FIFA

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